Durante il mio soggiorno estivo a Tallinn ho acquistato un libro del dott. Waiyne Dyer’s, autore di numerosi best-sellers sulla crescita personale. Il libro “10 secrets for success and inner peace” , tradotto anche in Italia con il titolo “Dieci segreti per il successo e l’armonia” edito dalla TEA edizioni, descrive dieci consigli utili per conseguire il successo e la pace interiore.

Il primo “segreto”, così come indicato da Dyer’s, consiste nell’avere una mente aperta a tutto ma attaccata a niente. Una mente aperta ci porta ad esplorare, a creare e inevitabilmente a crescere. Una mente chiusa ci lascia fuori da qualsiasi interpretazione creativa. Avere una mente aperta a tutto significa coltivare una mente pacifica, che irradi amore, praticando il perdono, e l’essere generosi, rispettando ogni forma di vita. Ma la carateristica più importante, consiste nel visualizzare noi stessi come se fossimo già in grado di fare tutto ciò che abbiamo immaginato precedentemente nella nostra mente. Gli attaccamenti sono invece la fonte di tutti i nostri problemi: schierarsi morbosamente in un partito, voler possedere qualcuno o qualcosa, vincere a tutti i costi, per essere visti dagli altri come superiori, queste sono tutte forme di attaccamento. La mente aperta resiste a questi attaccamenti e di conseguenza sperimenta la pace interiore e il successo.

Il secondo segreto che Dyer’s ci invita ad osservare è quello di non morire con la tua musica ancora dentro. Ciò significa avere il coraggio di chiedersi: “Qual’è il mio scopo nella vita?”
Sto vivendo davvero come il cuore mi comanda”? La tua voce interiore, la tua intuizione, ti parla invitando a suonare la musica che senti dentro di te, in modo che tu non muoia con essa. Ascolta il tuo compagno invisibile, esprimi la musica che senti, e ignora tutto ciò che gli altri intorno a te pensano rispetto a ciò che dovresti fare. Non sarai mai in pace con te stesso se non lascerai fluire la tua musica fuori da te, lasciandola giocare. Fai sapere al mondo perché sei qui, e fallo con passione.

Il terzo segreto è che non puoi dare ciò che non hai. Dyer’s in proposito si esprime dicendo: “What comes out is what’s inside”. Ciò che viene fuori è ciò che c’è dentro. Questo significa che ciò che emerge di noi è frutto di ciò che ci portiamo dentro, a partire dai nostri pensieri. I pensieri sono una forma di energia: si possono sintonizzare su basse frequenze o alte frequenze. Pensieri che riflettono bassa energia sono ad esempio la rabbia, l’odio, la vergogna, il senso di colpa e la paura.
Diversamente, amore, armonia gentilezza gioia e pace ci sintonizzano su alte frequenze. Ciò che diamo agli altri è quindi il risultato di ciò che abbiamo “vissuto” prima dentro di noi. Se il tuo proposito è di dare e servire gli altri, chiediti prima “Che cos’ho dentro?”, “Perché ho scelto di conservare questi tipi di energie dentro di me da dare agli altri?”.

Dyer’s prosegue indicando il quarto segreto per raggiungere il successo e l’amornia: abbracciare il silenzio come pratica quotidiana. Come sosteneva Pascal: “Tutte le miserie dell’uomo derivano dal non essere capaci di sedersi tranquillamente in una stanza da soli”. Abbiamo bisogno del silenzio per poter toccare la nostra anima. Il nostro senso di pace interiore dipende da come dedichiamo al silenzio parte delle nostre energie vitali, per ricaricare le batterie, rimuovere ansie e tensioni, sentendo la gioia di conoscere Dio e di sentirsi più vicini a tutta l’umanità.

A metà del nostro percorso, l’autore ci invita ad abbracciare la nostra storia personale, che come tale è unica e irripetibile, da vivere nel qui ed ora. Il quinto segreto ci invita ad aderire al concetto: “All you get is now”. Per spiegare l’importanza di vivere nel momento presente, Dyer’s ricorre alla metafora teatrale: “La tua vita è come una commedia con diversi atti. Alcuni dei personaggi che entrano in scena hanno un piccolo ruolo da recitare, altri un ruolo più importante. Alcuni sono furfanti, altri sono bravi ragazzi. Ma tutti loro sono necessari, altrimenti non reciterebbero nella commedia. Abbracciali tutti, e passa al prossimo atto”.

Il sesto segreto afferma che non puoi risolvere un problema con la stessa mente che l’ha creato. Per citare Cicerone: “Tutti gli uomini possono fare errori, ma solo un idiota persiste nei suoi errori”. Come suggerisce Dyer’s : “non hai un problema, è solo il pensare di averlo (…) se cambi idea potrai risolvere il tuo problema”. I problemi esistono come credenze della mente, credenze che all’occorenza possiamo decidere di cambiare. L’autore in proposito si esprime dicendo: “I problemi sono solo illusioni della mente che tendiamo a portarci in giro”.

Il settimo segreto afferma che non ci sono risentimenti giustificati, in quanto i risentimenti ci distruggono. Si muovono su basse frequenze e non ci permettono di vivere il presente serenamente. Per questo Dyer’s consiglia di smetterla di cercare occasioni per offenderci: comincia a diventare una persona che si rifiuta di essere offesa da uno persona qualsiasi, da qualsiasi cosa, o da qualsiasi insieme di circostanze. L’autore afferma che c’è solo una via per andare oltre il risentimento ed è quello del perdono.

L’ottavo segreto indica l’importanza di trattare già te stesso per come ti piacerebbe diventare Orienta i tuoi pensieri su ciò che vuoi diventare – un artista, un musicista, un programmatore di computer, un dentista – o qualsiasi altra cosa. Nei tuoi pensieri, comincia a descriverti come se avessi già tutte le competenze per fare queste cose. Non devi avere dubbi. Devi solo essere preciso nella tua visione. Quindi inizia a comportarti come se queste cose fossero già parte della tua realtà. Come un artista, la tua visione ti permette di disegnare ciò che desideri: più ti vedi come ciò che vuoi diventare, e più sei ispirato. E’ questa l’essenza dell’inspirazione: visualizzare già il futuro per come lo si desidera.

Il nono segreto è quello di vedere il tesoro dentro di noi: “We are divine creation of God”, scrive Dyer’s – “there is no place that God is not”. Ricordandoci che Dio dorme nei minerali, riposa nelle verdure, cammina negli animali, e dimora in noi, nei nostri pensieri. “You are a piece of God (…) you are the beloved. A miracle. A part of eternal perfection”. Anche se a volte ce lo dimentichiamo, siamo eternamente connessi alla sorgente, a quell’amore che non ci abbandona e che non si esaurisce mai.

Il decimo segreto indica che la saggezza è evitare tutti i pensieri che ci indeboliscono. La saggezza consiste nella capacità di monitorare noi stessi in ogni momento, di determinare il nostro stato interno e di rimuovere tutti quei pensieri che ci debilitano. Come già spiegato nel terzo segreto, i cinque pensieri base che ci indeboliscono, provocando in noi una risposta emotiva sono la vergogna, la colpa, l’apatia, la rabbia e la paura. Diversamente, la pace, l’amore, la gioia, l’accettazione, la volontà ci fortificano. Siamo noi a creare e “selezionare” i nostri pensieri… “it’s your choise!”.

Riepilogando, i dieci segreti proposti da Dyer‘s sono:

1- Abbi una mente aperta a tutto ma attaccata a niente;
2- Non morire con la tua musica ancora dentro;
3- Non puoi dare ciò che non hai;
4- Abbraccia il silenzio;
5- Abbraccia la tua storia personale;
6-Non puoi risolvere un problema con la stessa mente che l’ha creato;
7-Non ci sono risentimenti giustificati;
8- Tratta già te stesso per come ti piacerebbe diventare
9- Vedi il tuo tesoro dentro di te;
10-Saggezza è evitare tutti i pensieri che ti indeboliscono.

 

Un “Ciao!” a te che mi stai leggendo, e che condividerai insieme a me questa nuova avventura nel team di Ecletticamente!

E' sempre difficile presentarmi, semplificarmi in poche righe, io che da tempo ho fatto mio il passo di Walt Whitman : “contengo moltitudini” : )
Perche' TUTTI noi conteniamo moltitudini, solo che tante volte ce ne dimentichiamo...cosi' presi dalla nostra quotidianita, tante volte ci diamo per scontati'!

Comunque, sono Laura Pagano, ho 27 anni e abito in provincia di Modena. Nel 2008, dopo aver conseguito una laurea triennale in “Servizio Sociale” alla Facolta' di Scienze Politiche di Bologna, ho esercitato per un periodo la professione di assistente sociale. In seguito a questa esperienza, che all'epoca dei fatti ho percepito come piuttosto traumatica, ho deciso di sperimentarmi in nuove mansioni ( vendita, amministrazione etc...), e aprirmi a nuove prospettive di senso. Ho pensato che le mie esperienze da  precaria tappabuchi non potevano rimanere vane, cosi' ho deciso di scrivere un libro: “Il Manuale del Giovane Precario. Esperienze personali e consigli utili”. Un libro autobiografico si, ma nel quale ho potuto approfondire riferimenti teorici che guidano l'agire professionale.

Avendo tratto personalmente giovamento dalla formazione e dalle tecniche di coaching e di PNL in generale, ho cominciato a dedicarmi al mondo dello sviluppo e dell’educazione prima da autodidatta e poi iscrivendomi ad un corso di laurea magistrale in “Scienze dell'educazione permanente e della formazione continua”, presso la facolta' di Scienze della Formazione di Bologna.

I miei obiettivi? Contribuire al nostro sviluppo con un’attenzione particolare al contesto in cui siamo collocati, in virtu’ del fatto che siamo esseri bio-psico-sociali. Instillare la curiosita’ per la conoscenza dell’Uomo e della sua educazione, con un’attenzione particolare al concetto di sviluppo contestualizzato in questo mondo liquido.

In questo periodo di studi e “disoccupazione creativa” amo dedicarmi alle mie grandi passioni: il teatro creativo e  di improvvisazione, la fotografia e i viaggi.

Consapevole dell’importanza che esercitano le nostre “metafore di vita” sul nostro agire quotidiano, aderisco al detto: “Abbi fede nel collegare gli eventi che si susseguono nella tua vita, perche' prima o poi, anche quelli oggi piu' inspiegabili, domani troveranno un senso!”.

Per contattarmi scrivi a: manualedelgiovaneprecario@yahoo.it

Buona lettura!

Laura